Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Europa, l’86% delle morti sono determinate da patologie croniche come malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori, diabete, etc, che hanno in comune quattro principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, cattiva alimentazione e inattività fisica. In Italia, il 75% delle morti sono dovute proprio a queste patologie.
L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale e uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari [1], del diabete di tipo 2 [2], di alcuni tumori [3-4], dell’artrosi [5], dell’osteoporosi [6]. E’ causata nella maggior parte dei casi da un’alimentazione scorretta ipercalorica e da un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica.
E’ in questo scenario che l’alimentazione acquista un importanza rilevante come prevenzione.
In genere non si fa molta attenzione a ciò che si mangia eppure la sostanza che ingeriamo diventerà parte di noi. Non a caso viene spesso detto:”Noi siamo quello che mangiamo” (Feuerbach).
In questa frase c’è molto di più di ciò che si legge infatti, in realtà, il cibo influenza non solo il corpo ma anche la mente.
Se un alimento è compatibile con la nostra natura, l’organismo ne ricaverà le sostanze nutritive senza fatica e ne trarrà beneficio, ma se quell’alimento è incompatibile con il nostro corpo questo faticherà per neutralizzarne gli effetti negativi, si svilupperà infiammazione e perderà energia e forza vitale. L’attenzione, quindi, a ciò che ingeriamo deve essere rivolta non solo alle calorie ma anche alla qualità degli alimenti che scegliamo.
Purtroppo, attualmente il mercato e gli stili di vita frenetici ci portano a consumare cibi preconfezionati spesso messi nel carrello in fretta senza fare attenzione a ciò che l’etichetta alimentare ci dice e consumati altrettanto velocemente senza curare l’aspetto conviviale e spirituale del cibo.
La prima regola da rispettare, quindi, per la corretta salute alimentare è prestare attenzione ai nutrienti nei singoli alimenti o pietanze e verificare che le entrate caloriche siano sempre proporzionate al dispendio energetico.
La seconda regola è quella di variare quanto più possibile l’alimentazione. In questo modo, infatti, è più probabile che vengano assunti nelle giuste quantità tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno.
Ed infine, terza ed ultima regola è dedicarsi con assiduità a una attività motoria. L’esercizio fisico e l’attività sportiva sono fondamentali per favorire il pieno sviluppo dell’organismo e per promuovere e mantenere uno stato di salute ottimale sia a breve che a lungo termine.
Non bisogna, però, dimenticare che l’alimentazione è anche, se non soprattutto, gratificazione; quindi tutte le regole fin qui elencate sono completamente valide soltanto se teniamo presente che la dieta deve soddisfare psicologicamente l’individuo.

1. Do Prado Junior, P.P., et al., Cardiovascular Risk and Associated Factors in Adolescents. Nutr Hosp, 2015. 32(n02): p. 897-904.
2. Kahn, S.E., R.L. Hull, and K.M. Utzschneider, Mechanisms linking obesity to insulin resistance and type 2 diabetes. Nature, 2006. 444(7121): p. 840-6.
3. Brandon, E.L., et al., Obesity promotes melanoma tumor growth: role of leptin. Cancer Biol Ther, 2009. 8(19): p. 1871-9.
4. Spangler, E., et al., Association of obesity with tumor characteristics and treatment failure of prostate cancer in African-American and European American men. J Urol, 2007. 178(5): p. 1939-44; discussion 1945.
5. Gross, A.F., S. Fickert, and K.P. Gunther, [Obesity and arthritis]. Orthopade, 2005. 34(7): p. 638-44.
6. Zhao, L.J., et al., Relationship of obesity with osteoporosis. J Clin Endocrinol Metab, 2007. 92(5): p. 1640-6.

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