Il cibo e i ricordi


Quando ero bambina c’era un piatto che mia nonna faceva spesso e di cui ero ghiotta. In pugliese, lei lo chiamava “lu coppu” ed era una focaccia con farina di semola rimacinata, ripiena di cipolle, olive, capperi e pomodorini. Il profumo di quella pietanza credo sia diffile per me da dimenticare e ogni volta che lo preparo mi basta sentirne l’odore o assaggiarne un piccolo pezzetto per ricordare la sensazione di amorevolezza con cui mia nonna lo preparava per me. Devo dire che ancora oggi quando ho voglia di ricordarla, preparo questo piatto.

Ma perché succede questo? Sarà capitato a molti di assaggiare un determinato cibo o sentirne l’odore e ricordare una particolare situazione, una persona o un’emozione. Il gusto e l’odore del cibo in alcuni casi hanno un potere evocativo straordinario, sia di ricordi belli sia brutti.

La struttura del cervello importante per la formazione dei ricordi è l’ippocampo, che fa parte del sistema limbico. Una complessa struttura del cervello di cui fa parte anche l’ipotalamo e l’amigdala e la cui funzione principale è la regolazione emotiva. Il sistema olfattivo è strettamente collegato al sistema limbico ed è per questo che gli odori si possono intrecciare con l’esperienza di emozioni e ricordi.

Il cibo è essenziale per la sopravvivenza della specie come il sesso. Per cui, per assicurarci la sopravvivenza della specie, la Natura ci ha reso in grado di provare piacere nel compiere degli atti essenziali per noi. In aggiunta, il centro della ricompensa e gratificazione è fisicamente molto vicino al centro della memoria per cui ogni volta che mangiamo qualcosa di piacevole o spiacevole, quella sensazione crea un’impronta di memoria nel cervello.

E così basterà risentire il profumo di quel cibo o il sapore per farci tornare alla mente una situazione, un’emozione, una persona in modo del tutto involontario.

D’altronde non è un caso che tutti i nostri momenti di festa siano accompagnati da cibo e generalmente cibo di tradizione che evoca ricordi e sensazioni.

E’ molto importante sapere che il cibo ha questo potere rievocativo perché i ricordi possono condizionare le nostre scelte alimentari. E così associare i ricordi piacevoli di quando eravamo bambini a piatti equilibrati e sani è il mezzo migliore per favorire scelte alimentari positive da adulti

COVID-19 e riflessioni


Questo piccolo esserino che ha bloccato il mondo ci mette di fronte a delle riflessioni.

Ricevendo il report dell’Istituto superiore di Sanità sulle caratteristiche dei pazienti deceduti, positivi a COVID-19 in Italia, mi è balzato all’occhio un dato davvero preoccupante.

Circa il 43% dei deceduti presentava tre o più patologie concomitanti e il 73% aveva ipertensione arteriosa e il 34% diabete.

Secondo il portale dell’epidemiologia della sanità pubblica “complessivamente il 31% della popolazione italiana è iperteso e il 17% è border-line”.

E continua “La prevenzione dell’ipertensione arteriosa è oggi un obiettivo possibile sia attraverso un’alimentazione sana a base di frutta, verdura e alimenti a basso contenuto di grassi saturi e con minore apporto di sale, sia attraverso l’aumento dell’attività fisica con conseguente riduzione del sovrappeso corporeo, sia attraverso un’adeguata terapia farmacologica. Oggi sono disponibili farmaci sicuri che, se somministrati dal medico in modo adeguato, aiutano a tenere sotto controllo la pressione arteriosa” (1)

Sempre secondo questo portale, in Italia il 10% degli uomini e il 7% delle donne è diabetico, l’8% degli uomini e il 4% delle donne è in una condizione border line (intolleranza al glucosio) e il 23% degli uomini e il 21% delle donne è affetto da sindrome metabolica.

Tra gli anziani (età compresa fra 65 e 74 anni), è diabetico il 20% degli uomini e il 15% delle donne mentre il 12% delle donne in menopausa (età media 62 anni) è diabetico (2)

E secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità queste percentuali sono destinate ad aumentare (3).

E continua: “Misure di stile di vita semplici hanno dimostrato di essere efficaci nel prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Per aiutare a prevenire il diabete di tipo 2 e le sue complicanze, le persone dovrebbero:

raggiungere e mantenere un peso corporeo sano;

essere fisicamente attivi – almeno 30 minuti di attività regolare e di intensità moderata nella maggior parte dei giorni. Sono necessarie più attività per il controllo del peso;

seguire una dieta sana, evitando l’assunzione di zuccheri e grassi saturi;

evitare l’uso di tabacco – il fumo aumenta il rischio di diabete e malattie cardiovascolari.

Dopo la rivoluzione industriale, il nostro stile di vita è profondamente cambiato.

Il benessere ci ha portato ad una rivoluzione esterna e interna che ci ha cambiato la vita.

Gli aspetti positivi sono tanti e anche su questi il nostro amico/nemico in questi giorni di reclusione forzata ci costringe a riflettere.

Tuttavia anche gli aspetti negativi si fanno sentire.

Non mi soffermerò a parlare dello smog, dell’inquinamento delle acque o del cibo perché sono tutte cose per cui seppur possiamo fare tanto, in questa realtà economica, non sono da noi controllabili a livello del singolo.

Mi vorrei invece soffermare su ciò che possiamo fare per migliorare la nostra qualità di vita, per ridurre queste statistiche preoccupanti, in futuro, per dar senso a questi dati e a questi morti e a queste statistiche.

Migliorare l’alimentazione, aumentare l’assunzione di verdure, legumi e cereali integrali, noci e olio evo, riducendo il consumo di carne rossa, carne lavorata e pollame, il consumo di cibi pronti e degli zuccheri soprattutto industriali, ridurre l’assunzione di grassi saturi a meno del 7% dell’apporto energetico totale è stato dimostrato avere un effetto benefico nel controllo della pressione sanguigna e anche del diabete (4,5,7).

La riduzione dell’assunzione di sodio, l’aumento dell’assunzione di potassio nella dieta può influenzare positivamente la pressione sanguigna e anche il metabolismo del glucosio in molte popolazioni (6).

Mantenere un peso nel range della normalità e fare una regolare attività fisica consente di ridurre l’obesità addominale (7), indice di una glicemia che seppur nel range del normale, tende al valore alto.

Per cui la dieta e l’esercizio fisico sono le basi del trattamento e della prevenzione del diabete e dell’obesità e dell’ipertensione.

Mantenere un peso stabile con un’alimentazione corretta permette di migliorare la nostra flora intestinale e ridurre il livello di infiammazione cronica di basso grado consentendo all’organismo e al nostro sistema immunitario di funzionare meglio e quindi di reagire meglio alle infezioni da agenti esterni.

Comprendo che in una vita frenetica e stressante fare una alimentazione controllata e bilanciata è una scelta di impegno tuttavia è un impegno che mette in gioco la nostra salute non solo alimentare ma anche globale.

Tuttavia, se tanti di voi mi seguono o mi conoscono, ripeto sempre che non esiste una un piano alimentare unico ma l’alimentazione deve essere personalizzata in modo da consentire alla persona di godere del cibo in modo sereno e consapevole.

In questa quarantena allora perché non sperimentare ricette sane e veloci che ci torneranno utili quando torneremo a lavoro e il tempo sarà più veloce di ora?

Sul mio sito ne potete trovare alcune che man mano aggiornerò e se vi va potete condividere le vostre inviandole all’indirizzo mail: info@specialistanutrizionista.it con il vostro nome e cognome che verrà pubblicato sul sito e pagina Facebook.

1)https://www.epicentro.iss.it/ben/2002/settembre02/2

2)https://www.epicentro.iss.it/diabete/epidemiologia

3)https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/diabetes

4)https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27571866

5)https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30405063

6)https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26634368

7)https://www.cambridge.org/core/journals/public-health-nutrition/article/diet-nutrition-and-the-prevention-of-type-2-diabetes/E2D1D75524106C6405822D0DAC6A4C64

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