“Basta un poco di zuccherò e la pillola va giù!”


Innanzitutto c’è da dire che la propensione verso il gusto dolce è un vantaggio evolutivo, come un sensore che ci avverte che in quel determinato alimento sono presenti zuccheri che ci forniscono energia.

L’uomo primitivo aveva necessità di fonti di zucchero per svolgere azioni immediate o per resistere a condizioni climatiche avverse.

Oggi questa necessità il più delle volte non c’è tuttavia ancora il dolce rimane il gusto a cui propendiamo sin all’interno dell’utero materno e che continua anche dopo la nascita quando ci nutriamo di latte, alimento zuccherino per eccellenza.

Alcuni studi hanno dimostrato la forte connessione tra gusto dolce e amigdala, una struttura del cervello profondo, quello dove primeggiano le emozioni di base o l’istinto di sopravvivenza. Da qui capirete la forte connessione tra gusto dolce e umore ed emozioni (1) (ma questa è tutta una altra storia che un giorno approfondirò in un altro articolo).

Torniamo agli edulcoranti e allo zucchero.

Esistono diversi edulcoranti utilizzati largamente dall’industria alimentare e indicati con le sigle E ed un numero e sono da E950 a E955,  E957,da E959 a E961, E969 + E420 + E421. Tra i principali l’acesulfame K, l’aspartame, il ciclammato e la saccarina.

Li troviamo nei prodotti “light”, “diet” e “senza zucchero”.

Ora capirete perché sconsiglio questi prodotti e vi dico:”se proprio dovete bere bibite, prendere quelle non light e non esagerate!”.

Partiamo dall’aspartame.

L’aspartame è costituito dagli aminoacidi fenilalanina (50%), acido aspartico (40%) e un estere metilico (10%) che diventa prontamente metanolo dopo essere entrato nello stomaco. (2)

E’ stato collegato a problemi comportamentali e cognitivi. I possibili sintomi neurofisiologici comprendono problemi di apprendimento, mal di testa, convulsioni, emicrania, stati d’animo irritabili, ansia, depressione e insonnia.

Il consumo di aspartame, a differenza delle proteine ​​alimentari, può elevare i livelli di fenilalanina e acido aspartico nel cervello. Questi composti possono inibire la sintesi e il rilascio di neurotrasmettitori, dopamina, noradrenalina e serotonina, noti regolatori dell’attività neurofisiologica. L’aspartame agisce come stress chimico aumentando i livelli plasmatici di cortisolo e causando la produzione di radicali liberi in eccesso. Alti livelli di cortisolo e eccesso di radicali liberi possono aumentare la vulnerabilità del cervello allo stress ossidativo che può avere effetti negativi sulla salute neurocomportamentale (3)

La maggior parte delle cellule nei nostri corpi hanno recettori del cortisolo che usano quest’ormone per una varietà di funzioni, tra cui la regolazione della glicemia, la riduzione dell’infiammazione, la regolazione del metabolismo, la memoria.
Alcuni sintomi di cortisolo alto sono depositi di grasso a livello della pancia, sul viso o tra le spalle, aumento di peso e difficoltà a dimagrire, assottigliamento della pelle, insonnia etc.

Ciclammato.

Non ho nulla da aggiungere al fatto che la FDA ritiene il ciclammato non sicuro per la salute perché non è stato dimostrato che non causi cancro o difetti genetici. In Italia, come in tutta Europa il ciclammato è ancora consentito (4)

Acesulfame K.

L’acesulfame K è un edulcorante artificiale. E’ stato dimostrato che questo edulcorante modifica la flora intestinale e ovviamente… non in positivo. In quattro settimane di trattamento, topini a cui è stato somministrato acesulfame k nell’acqua hanno mostrato un’alterazione della flora intestinale, aumento di peso e aumento dell’infiammazione cronica sistemica (5).

Saccarina

E’ stato dimostrato che l’impiego di saccarina induce un aumento dei livelli di glicemia e un’alterazione della flora microbica intestinale con conseguente maggior rischio di diabete (6).

Inoltre, la saccarina è cancerogena per la vescica urinaria nei ratti e nei topi e molto probabilmente è cancerogena anche negli esseri umani (7)

Credo che tutto ciò basti a evitare gli edulcoranti ed eliminarli dalla nostra dieta ma se non bastasse….

E’ stato dimostrato l’effetto negativo sulla sazietà e sulla percezione della “ricompensa alimentare”. Il consumo di dolcificanti è stato correlato ad un aumentato appetito e voglia di cibi dolci e sembra che questo sia dovuto al fatto che il sistema limbico, responsabile del meccanismo di ricompensa/gratificazione non viene attivato adeguatamente e questo porta a un diminuito effetto saziante (8).

Che dite? Meglio lo zucchero?

Si ma attenzione a utilizzare zucchero di canna integrale.

Lo zucchero integrale di canna non va confuso con lo “zucchero grezzo di canna” (il più diffuso); quest’ultimo, subisce il processo di raffinazione come lo zucchero bianco, ottenuto dalla barbabietola. Il suo colorito giallo-beige non deve ingannare, poiché è conferito dall’addizione di piccole quantità di melassa o caramello.

Ovviamente non sto a sottolineare che l’abuso di zucchero è dannoso tanto quanto l’uso di dolcificanti artificiali e non, tuttavia se proprio dobbiamo utilizzare un dolcificante per i caffè o altre bevande cerchiamo di preferire lo zucchero tenendo presente che, così come avviene, con gli edulcoranti anche lo zucchero è presente in moltissimi prodotti confezionati (e spesso inconsapevolmente lo assumiamo) che sarebbero da ridurre al minimo nella dieta quotidiana.

(1) The coding of valente and identity in the mammalian taste system

(2) Aspartame disease: an ignored epidemic.

(3) Neurophysiological symptoms and aspartame: What is the connection?

(4) file:///C:/Users/denis/Downloads/Cyclamates-45FR61474-1980-09-16.pdf

(5) The artificial sweetener acesulfame potassium affects the gut microbiome and body weight gain in CD-1 mice

(6) Artificial sweeteners induce glucose intolerance by altering the gut microbiota

(7) Carcinogenicity of Saccharin

(8) Gain weight by “going diet?” Artificial sweeteners and the neurobiology of sugar cravings

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